Contatori visite gratuiti Chiara Civello – 6 Aprile | Amici della Musica - Monopoli

Chiara Civello – 6 Aprile

Mercoledì 6 aprile 2022 Teatro “Radar” (Concerto Evento)
Spettacolo ore 21:00

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CHIARA CIVELLO
“Chansons”

La cantante italiana Chiara Civello e il produttore francese Marc Collin sono tornati insieme una seconda volta. Dopo Eclipse, presentano « Chansons: Chiara Civello Sings International French Standards». Una tracklist di 12 brani classici dal 1945 al 1975 di autori francesi. Da Michel Legrand a Charles Aznavour, Charles Trénet, Édith Piaf, Jacques Brel o Gilbert Bécaud e Francis Lai. Nomi conosciuti dagli amanti della musica francese, ma non necessariamente dal pubblico internazionale. E questa è la grande sorpresa di questo album. Queste canzoni hanno varcato i confini per oltre 70 anni senza alcun riferimento alla loro eredità francese. Con questa collezione passano dall’ombra alla luce. Chi potrebbe immaginare che Feelings, The Good Life o My Way siano stati tutti scritti da autori francesi? E che Frank Sinatra, Julio Inglesias, Elvis Presley, Madonna, Lady Gaga, Luciano Pavarotti, Céline Dion, Dalida o Caetano Veloso abbiamo inciso questi capolavori, facendoli diventare a livello internazionale la colonna sonora della nostra vita. In che modo una”Jazz Head” e un “punk” si sono incrociati? Si chiama ammirazione reciproca. Lui l’ha scoperta grazie ad amici in comune. Civello conosceva il lavoro di Collin con la Nouvelle Vague. Queste cover crosssover hanno attirato Chiara. Lei è sempre stata un’accanita fan dell’abbattimento dei muri tra i generi musicali. Ciò si nota nelle sue numerose collaborazioni con artisti del calibro di Burt Bacharach, Gilberto Gil, Chico Buarque e James Taylor. Civello e Collin condividono il concetto di suono universale. Lei ammira la sua visione “tropicalistica”; ovvero “multiculturale”. Ed entrambi sono fan delle colonne sonore dei film italiani degli anni ‘60 e ‘70, Ennio Morricone o Piero Piccione. E poi c’è il loro amore illimitato per Julie London. Per Chiara cantare non è una questione di voce. “Cantare è essere” dice. E con Marc condivide l’idea che una canzone sia anche “una visione sfaccettata. Luce, buio. Chiaroscuro. C’è sempre spazio per la sperimentazione. Marc non si preoccupa degli algoritmi che vendono. Mi piace l’atmosfera che crea. Non è stressato e non ha un forte ego. Abbiamo un obiettivo e vogliamo raggiungerlo. I nostri scambi sono come una partita a pingpong. È come la febbre”. Prima di aggiungere: “Se Marc mi chiedesse di registrare su una nave mercantile alata in sella a un cavallo e suonare l’ukulele, ci proverei”. Collin, fondatore e direttore dell’etichetta Kwaidan (Nouvelle Vague, Jay Jay Johanson e Yasmine Hamdan) adora la voce di Chiara. Ma quando ha ascoltato i suoi album, è stato franco e le ha detto che non avrebbe potuto fare lo stesso tipo di produzione. Cresciuto nel punk, ha sempre creduto nel credo “fai da te”. Per lui gli errori sono un plus che creano il giusto clima. Ma ha riconosciuto che lavorare con lei sarebbe stata un’opportunità per produrre un album Jazz. Dice: “Ho l’impressione di essere un produttore americano con Julie London o Dusty Springfield!”.
Chiara CIVELLO nasce negli anni ‘70. Dall’età di due anni, cresce davanti al pianoforte e lo suona d’istinto. È allora che Chiara inizia “un rapporto personale” con lo strumento. Ha poi imparato a suonare la chitarra da autodidatta. Si iscrive a una scuola di jazz e si innamora di Sonny Rollins, Ornette Collin e Anita Baker. Da adolescente, il primo concerto che ha visto è stato quello di Shirley Horn. È stata letteralmente sbalordita. (10 anni dopo ha firmato per l’etichetta di Horn, Verve). A 16 anni, senza dirlo ai suoi genitori, ha superato un’audizione per l’ammissione alla Berklee School of Music, una delle scuole di musica americane più apprezzate. Ci è riuscita a mani basse e ha vinto anche una borsa di studio. A18 anni parte per New York. E il suo incredibile destino l’ha portata a condividere una stanza del dormitorio con Antonia Bennet, figlia di Tony. E il cantante rimane impressionato dal suo talento. Alla Berklee, oltre ad apprendere l’arte della composizione e dell’arrangiamento, ha imparato come “camminare nella musica” ma anche avere apertura mentale, l’incrocio fra differenti culture e l’identificazione in ciò che la commuove musicalmente. Tutto il contrario della sua terra natale dove dice “la musica è governata dalla televisione. Non mi plasmerò mai in base alle richieste di mercato». Oggi ha firmato il suo secondo album, registrato dal vivo a Bari con i migliori musicisti italiani, con pochissime sovraincisioni. Per quanto riguarda la scelta delle canzoni, nonostante esistano tutte anche in italiano, Marc e Chiara hanno deciso insieme in quale lingua cantarle. Curiosamente, lei è la più a suo agio in inglese, anche se canta in tre diverse lingue. La sua voce è intimista, mettendo spesso a nudo la sua anima. La produzione è pura con il tocco di Marc Collin: un po’ retrò con una varietà di stili che vanno dal piano bar, nel senso nobile del termine (I Will Wait For You, My Way, The Good Life), swing (Petite Fleur), ritmi cubani (Feelings), batteria e beat con improvvisazioni vocali e al pianoforte (La Vie en Rose), soul (What Now My Love) e anche blaxploitation (Hier Encore).

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