Amici della Musica – Monopoli

Paolo Fresu – 30 Ottobre

Venerdì 30 ottobre 2026 Teatro “Radar” (Concerto Gold)
ore 21:00 ingresso € 20

Paolo Fresu Devil Quartet © Roberto Cifarelli

PAOLO FRESU

DEVIL QUARTET

Paolo Fresu – tromba, flicorno, effetti
Bebo Ferra – chitarra ecomposizione
Paolino Dalla Porta – contrabbasso e composizione
Stefano Bagnoli – batteria e composizione

Il Devil Quartet è sul serio un gruppo straordinario. Nato dalle ceneri dell’amato Angel Quartet, glorificato da tanti successi continentali durante il corso degli anni Novanta del secolo scorso, proprio da quell’esperienza ha trovato rinnovata linfa creativa e dopo un energetico inizio prettamente “elettrico” ha scelto di seguire l’idea tutta di Fresu di un nuovo senso di musica “meticciata” o – come la definisce lui stesso, “melange”. L’operazione, per niente facile, e addivenuta ad un intelligentissimo completamento quando proponendo quello che sembrava essere stato il gruppo sostanzialmente piu “elettrico” del jazz italiano di quegli anni ha proposto nel successivo album “Carpe Diem” una versione completamente acustica dell’espressione musicale, ribaltando canoni e anche le sonnolente abitudini di molti critici che trovano semplice etichettare velocemente un progetto. L’idea semplicemente “nuova” di Fresu fu dunque quella di dare seguito alla storia della formazione spiazzando la consuetudine e proponendo in quell’occasione un progetto decisamente diverso dai precedenti che proprio nel fatto di essere suonato con strumenti completamente acustici, trovo il suo punto di forza. Successo ovviamente inimmaginabile che ha ulteriormente rafforzato l’impressionante forza creativa di un quartetto che, come scrissero alcuni attenti recensori, almeno in Europa non aveva eguali. Col tempo, in questi ultimi anni di “live adventures” il progetto e stato capace di recuperare anche le venature elettriche originarie che da sempre fanno amare questo incredibile quartetto e dunque il divertimento (sia del gruppo che degli uditori) e assicurato! La capacita primaria di questi nuovi “diavoli” e dunque quella di intrecciare linguaggi ed energia come davvero pochi altri. I dialoghi di Fresu con tre autentici assi dell’Italian style (termine coniato dal compianto musicologo Vittorio Franchini) restano dunque quelli di altissimo livello qualitativo al quale il gruppo ci aveva abituato. La sostanza jazzistica viene traslata in territori decisamente creativi, sia nei momenti mossi che in quelli piu propriamente lirici o melodici. I termini non sono cambiati e, insieme alla consueta vera arte di un Dalla Porta in sistematico stato di grazia e all’incredibile inventiva di un Bagnoli assurto ormai nel gotha dei drummer contemporanei si aggiunge la versione semplicemente perfetta del “modus” del fraseggio di Bebo Ferra, sempre piu vicino alle soglie dell’olimpo chitarristico moderno. Di Fresu, infine, niente di piu da dire se non far notare che sembra avere il dono della quasi infallibilita, proponendo il suo unico suono a disposizione di un lavoro che sembra essere stato creato per rispondere con i fatti alla celebre massima di Fedor Dostoevskij, per il quale solo la bellezza salverà il mondo.

Paolo Fresu: (tromba, flicorno, effetti) La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi. Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica. Paolo Fresu c’e riuscito proprio in un paese come l’Italia dove – per troppo tempo – la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong e stato poco piu che fenomeno da baraccone di insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto “nero” e bravo ben dopo gli anni di massima creativita. La “magia” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, e riuscito a trasportare il piu profondo significato della sua appunto magica terra nella piu preziosa e libera delle arti. A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve piu enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’e la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondita di un pensiero non solo musicale, la generosita che lo vuole “naturalmente” nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre e che lo sta motivando, dopo la boa dei sessant’anni e l’eta della saggezza dietro l’angolo, a pensare anche a cio che ha intorno, valorizzando ad esempio come nessun altro artista contemporaneo le linfe vitali dei giovani artisti, spesso esemplificate nell’esperienza della sua Tǔk Music, etichetta discografica pensata e creata proprio per dare aiuto a tanti nomi nuovi ed eccellenti del nostro presente.Il presente di Paolo e una ormai classica turbinosa realta, ovvio e degno segno dell’artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui.

Bebo Ferra: (chitarra e composizione) Nato a Cagliari, intraprende lo studio della chitarra all’eta di nove anni indirizzando gran parte della propria ricerca musicale nell’ambito jazzistico, diventando uno dei massimi esponenti della chitarra jazz in Italia e in Europa. Ha collaborato con tanti esponenti di spicco del jazz italiano e internazionale, tra i quali Paolo Fresu, Alex Foster, Andy Sheppard, John Clark, Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Steve Grossmann, Maria Pia de Vito, Billy Cobham, Dede Ceccarelli, Rita Marcotulli, Franco Ambrosetti, Franco D’Andrea, Mark Nigthingale, George Robert, Emanuel Bex, Carol Welsman, Danilo Rea, Eddie Martinez, Gianluigi Trovesi e altri. Ha inciso un centinaio di dischi, di cui una ventina come leader e co-leader collaborando con molti esponenti di spicco del teatro italiano in progetti multimediali, discografici, quali Arnoldo Foa, Lella Costa, Angela Finocchiaro, Ivano Marescotti, Claudio Bisio. Nel 1997 ha modo di registrare come solista con l’Orchestra Della Scala di Milano, musiche di scena scritte e dirette dal maestro Carlo Boccadoro, per il balletto Games. E infine attivo anche nel campo della didattica come ad esempio quale responsabile della cattedra di chitarra jazz al Conservatorio di Como.

Paolino Dalla Porta: (contrabbasso e composizione) È considerato uno dei piu interessanti ed eclettici contrabbassisti della scena jazz italiana ed europea. Fin dai suoi esordi alla fine degli anni ’70, ha sempre cercato di coniugare vari linguaggi musicali che fondessero la musica improvvisata e creativa, la musica mediterranea ed etnica alla tradizione Jazz. In oltre trent’anni di attività e stato promotore e collaboratore di moltissimi gruppi che grazie alla ricerca di musiche e linguaggi originali hanno contribuito alla creazione di quella che e stata definita come una vera e propria corrente di Jazz italiano ed europeo: Nexus, Stefano Battaglia, Enrico Rava, Maurizio Giammarco, Elena Ledda, Antonello Salis, Gianluca Petrella, Paolo Fresu e Tino Tracanna sono solo alcuni nomi di riferimento. Ha inoltre collaborato ed inciso con moltissimi musicisti internazionali, fra i quali Pat Metheny, Dave Liebman, Lester Bowie, Paul Bley, Kenny Wheeler, Sam Rivers, Mick Goodrick, Adam Nussbaum, Michel Petrucciani, Don Cherry, Aldo Romano, Mal Waldron, Roswell Rudd, George Garzone, Uri Caine, Bill Stewart, John Abercrombie, Kurt Rosenwinkel, Mark Turner, David Binney, Paul McCandless, Sainkho Namtchylak, Jeff Ballard, Steven Bernstein, Don Byron, John Tchicai, Avishai Cohen, e altri. Oltre a innumerevoli tournee e concerti in tutto il mondo e titolare di una cospicua discografia di oltre centocinquanta titoli, di cui una trentina come autore e coautore ed e inoltre attivo anche nel mondo della composizione di colonne sonore cinematografiche. Insegna contrabbasso jazz al Conservatorio di Milano e di Piacenza e presso i Seminari Estivi di Siena Jazz e Nuoro Jazz. Dal 2015 e entrato a far parte del leggendario gruppo americano degli Oregon diretto da Ralph Towner ed oltre ad una intensa attivita di free lance, collabora stabilmente con Paolo Fresu, Tino Tracanna, Bebo Ferra, Giovanni Falzone, Dino Rubino, Zlatko Kaucic e dirige varie formazioni (dal solo al quintetto), per le quali compone ed arrangia musica originale. Nel 2008 e stato premiato dalla rivista InSound come miglior contrabbassista italiano e nel 2009 si e classificato al primo posto tra i contrabbassisti italiani nel referendum specializzato della rivista Musica Jazz.

Stefano Bagnoli (batteria e composizione) La famiglia Bagnoli ha alle spalle una lunga storia jazzistica iniziata a Milano nel 1951, anno nel quale i fratelli Carlo e Gigi fondano una gloriosa e pionieristica dixieland-band (Milan College Jazz Society). Stefano inizia la carriera, non ancora quindicenne, nel 1978 sotto la guida di Carlo Sola e successivamente di Franco Campioni. Sin da subito viene apprezzato e “arruolato” al fianco di affermati artisti quali Franco Cerri, Gianni Basso, Sante Palumbo, Paolo Tomelleri, Renato Sellani, Mario Rusca, Bruno De Filippi, Emilio Soana, Sergio Fanni e successivamente Carlo Bagnoli, Franco Ambrosetti, Dino Piana, Giulio Libano, Dado Moroni, Furio Di Castri, Massimo Moriconi, Mauro Negri, Francesco Cafiso e Dino Rubino. Dal 1994 e al fianco di Enzo Jannacci sino alla sua scomparsa, collaborazione che prosegue ininterrotta con la band del figlio Paolo. Dal 2004 e con il Paolo Fresu Devil Quartet. Tra le collaborazioni internazionali vanno ricordate quelle con Clark Terry, Harry Sweet Edison, Buddy De Franco, Johnny Griffin, Cedar Walton, Erik Alexander, Al Grey, Carl Fontana, Slide Hampton, Miroslav Vitous, Randy Brecker, Uri Caine, Tom Harrell, Joe Lovano, Steve Grossman, Lee Konitz, Gil Goldstein e Peter Bernstein. Talent Scout e leader di un proprio trio (We Kids Trio), Bagnoli sostiene da decenni un notevole impegno didattico, sia come docente in Conservatorio che come autore di metodi, dvd e saggi sulla batteria jazz.